TOMAHAWK
uno scafo a tre punti canard

   

La pubblicità diceva: "questo hydro di guerre stellari ha l'estetica e le prestazioni di un caccia galattico, è veloce ed è controllabile... velocità di 60 mph" Non potevo non comprarlo!

Feci un paio di telefonate in Inghilterra (lo scafo è prodotto lì) ad un amico ed in 15 giorni, ecco arrivare il tanto sognato "scafo‑stellare". Per quelli di voi che non hanno visto un canard prima d'ora, praticamente è un ibrido tra un catamarano ed un hydro, veramente un 3 punti invertito, con ali posteriori che danno una portanza extra.
 


FOTO 1: la linea molto filante di questa barca
Teoricamente combina le capacità di accelerare e di curvare dei catamarani con la velocità di un outrigger: il massimo dei due sistemi?
Il Tomahawk (questo è il nome della barca) è disponibile in una sola misura, tuttavia è adatto a motori da 7,5 cc. a 15 cc.

Questo è dato dalla diversa grammatura della fibra che compone lo scafo, a seconda del motore scelto. Da notare che lo scarpone destro è più profondo di 10 mm per contrastare la coppia del motore.

Lo scafo viene consegnato con i due semi‑gusci già uniti ed il gel coat giallo ha uno spessore importante (circa 1,5 mm!).
Sono disponibili numerosi colori, anche particolari.

Ho riempito gli scarponi e la prua di schiuma a due componenti per dare allo scafo più rigidità e soprattutto per scongiurare affondamenti.

FOTO 2: si può vedere l'asse dell'elica flessibile,
 l'elica Octura X460 ed il supporto timone
- marmitta - asse elica abbondantemente alleggerito!
 
 

FOTO 3: il particolare del motore Rossi 90 e di tutta la viteria in acciaio inox.

 

Per la costruzione mi sono attenuto a fotografie tratte da riviste inglesi e tutto è stato fatto artigianalmente utilizzando esclusivamente acciaio inox od ergal. In questa fase del lavoro è stato fondamentale l'aiuto dell'amico Gigi Rovati.
Il motore, un Rossi 90 (15cc), è stato montato tramite 4 silentblock a 340 mm dallo specchio di poppa ed il carburatore è dotato di una cuffia sull'aspirazione per renderlo immune dagli spruzzi nell'uso senza capottina. Il serbatoio da 400 cc è alloggiato nella punta appena a prua del motore ed è dotato di presa di pressione dalla marmitta, scelta che si è resa obbligatoria a causa della violenta forza centrifuga che si crea nelle curve.
Per lo svuotamento del vano motore dall'acqua che inevitabilmente entra, ho utilizzato due tubi di ottone (diametro 8 mm) collegati ad un tubo di uscita (diametro 10 mm) dotato di valvola di non ritorno. Il timone ruota su boccole di teflon, ha l'inclinazione regolabile. L'asse dell'elica flessibile (diametro 3/16") gira in un tubo di ottone con una guaina in teflon ed è regolabile in altezza. La marmitta di acciaio inox, con cono e controcono è raffreddata ad acqua, è dotata di un silenziatore molto efficace ed è venduta dal Prestwich Model Center di Dave Marles in Inghilterra.

FOTO 4: i due tubi di raffreddamento índipendenti (marmitta e motore) e la valvola di scarico dell'acqua di sentina di grosso diametro e munita di non‑ritorno.  

L'impianto radio è costituito da un radiocomando in FM‑PCM a tre canali che comanda solo il carburatore ed il timone, ma probabilmente aggiungerò un servocomando per avere anche la regolazione della carburazione.

Lo scafo finito, con il serbatoio vuoto, pesa circa 5 kg ed il baricentro (cosa fondamentale per questo tipo di scafo) è a 260 mm dallo specchio di poppa.

Ed ora la parte più attesa: la prima prova in acqua.

Ho fatto il pieno e regolato l'asse dell'elica a filo degli scarponi e parallelo al fondo.

La prima elica è stata un Octura X455 (le eliche Octura sono le mie preferite), sono poi passato ad una X462 per finire poi ad una X457 che fornisce una buona accelerazione ed una stabile velocità di punta.

Per chi non lo sapesse, nella sigla delle eliche (ad esempio X455), gli ultimi due numeri rappresentano il diametro in millimetri ed il primo, il fattore da moltiplicare al diametro per ottenere il passo (X4 = 1.4). Nel nostro caso abbiamo un'elica con diametro di 55 mm ed un passo di 77 mm (55*1.4).

La posizione finale dell'asse dell'elica, è stata di 4 mm sotto gli scarponi con un leggero angolo verso l'alto, di 2 o 3 gradi; sono stato molto soddisfatto delle prestazioni.

Una volta trovato l'assetto giusto, la barca corre come sui binari e la sua capacità di curvare (a destra ed a sinistra) è impressionante.

Non è veloce come un hydro, ma è più veloce di molti catamarani.

Si è anche mostrata molto stabile nelle acque mosse, dove il suo naso appuntito buca letteralmente le onde (obbligatorio l'uso della capottina!).

 

Va detta, infine, un'ultima cosa molto importante, lo scafo va appoggiato delicatamente in acqua e non lanciato: l'ho imparato a mie spese!!!

 Andrea Cavalli