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Abbiamo provato il Trophy, catamarano 2,5 c.c. prodotto dalla Hidrosonik.
Si tratta di una barca di tipo catamarano, che riproduce un off-shore da competizione.
Le specifiche sono le seguenti:
Scafo in vetroresina
Lunghezza fuori tutto 620 mm
Larghezza 230 mm
Peso 2000 g |
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Motorizzazione: Novarossi 2,5 c.c., scarico laterale, avviamento a strappo, marmitta entrobordo con scarico sulla murata di sinistra.
Trasmissione: mediante frusta da 3.2 mm assicurata all'albero motore per mezzo di un giunto a grani, collegata, dall'altro estremo, ad un albero in acciaio che gira sui cuscinetti alloggiati all'interno del piede poppiero.
Timone monolama collocato dietro l'elica. |
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L'accesso all'interno della barca avviene attraverso un'apertura, poi chiusa da una capotte sulla quale trova spazio la riproduzione della cabina dei piloti La capotte è assicurata in loco mediante due spine fissate nella parte anteriore e che si infilano in apposito alloggiamento ricavato nello scafo, mentre sul retro è assicurata alla barca mediante piloncini di alluminio e clips del tipo usato per le carrozzerie degli
automodelli.
All'alimentazione provvede un serbatoio che contiene 150 cc che è mantenuto in pressione attraverso un collegamento con la marmitta.
Lo scarico non è a risonanza, ma è del tipo utilizzato sugli aerei (per intenderci, a
"bombolotto") e, tramite un tubo di gomma, ad un finto scarico in alluminio, ricavato dal pieno e tagliato a fetta di salame, che fa bella mostra di sé, come dicevo, sul fianco sinistro dello scafo.
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Per le prime prove abbiamo utilizzato miscela al 25% di nitrometano e con alta percentuale di olio (20%), quasi subito sostituita con altra più spinta e meno "pesante" fino ad arrivare, terminato il rodaggio, al 40% di nitro con 12% di olio
(Motul).Il motore si avvia senza difficoltà e gira subito rotondo, pur soffrendo ancora gli attriti degli accoppiamenti. Impostiamo una carburazione tendente al "grasso" e quindi mettiamo la barca in acqua e subito ci impressiona la docilità di guida; la barca, pur essendo molto precisa e rispondendo in maniera "sincera" ai comandi, tuttavia non è nervosa se non quando si insiste troppo sullo sterzo, pur senza arrivare a scarti improvvisi o sgraditi ribaltamenti laterali. Mantenendo una guida "soft", invece, la barca copia esattamente la traiettoria voluta. Dopo qualche serbatoio iniziamo ad insistere sul gas e il motore comincia a salire di giri abbastanza rapidamente; nei rettilinei scopriamo con piacere che di motore ce n'è davvero tanto: la barca incomincia a planare e si distende sull'acqua, mantenendosi ben tesa.
Provvediamo ad effettuare alcune regolazioni, modificando inclinazione e altezza dell'asse dell'elica e notiamo che la barca percepisce immediatamente il cambiamento, mantenendo un assetto più consono alle condizioni del lago.
In definitiva, crediamo che la barca abbia sia le caratteristiche tipiche di una barca per principianti, sia il carattere dello scafo da competizione; infatti, mentre non mette mai in difficoltà il pilota, purtuttavia può regalare ottime soddisfazioni anche a chi, essendo pilota esperto, intende personalizzarlo secondo il proprio stile di guida.
Il regolamento di gara che verrà adottato, prevede la disputa di alcune prove (non sappiamo ancora se due o quattro manche) di cinque minuti ciascuna, sull'ovale normalmente utilizzato per le competizioni tipo off-shore. Nel calendario per la stagione 2004 sono state inserite tre gare, ma non è esclusa la possibilità che ne vengano aggiunte altre (probabilmente in settembre - ottobre). |
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